Archivio per la categoria 'giustizia'

Di Pietro e il registratore della volontà

Antonio Di Pietro commenta così le dichiarazioni di Berlusconi sull’immunità parlamentare:

Qualcuno dovrebbe regalare un registratore a Berlusconi, visto che un giorno dice una cosa e il giorno dopo la smentisce. E’ una forma chiara di dissociazione fra ciò che vorrebbe e ciò che non può.

Non c’è alcun bisogno di registratori, ci pensa già Antonio a fare il pappagallo mediatico 24 ore al giorno.

Di Pietro e la crisi da giustizia delirante

Di Pietro sintetizza così la descrizione del provvedimento sulle immunità durante la manifestazione di Piazza Navona:

E’ come se uno, per il solo fatto di essere una delle quattro alte cariche dello Stato, sia libero di ammazzare la moglie o stuprare bambini.

E’ come se uno, per il solo fatto di essere stato un magistrato, sia libero di delirare sulla giustizia un giorno sì e l’altro pure. Forse sarebbe il caso di rinchiudere Antonio tra 4 mura, magari quelle di un tribunale e con addosso una toga di forza.

Di Pietro e il Parlamento sotto ricatto

Antonio Di Pietro si esprime così sull’ipotesi che l’accantonamento del Dl sicurezza alla Camera sia finalizzato, con il beneplacito dell’opposizione, all’accelerazione del ‘lodo Alfano’ che garantisce le alte cariche istituzionali:

Si sta consumando un reato gravissimo, c’è un Parlamento sotto ricatto che si accinge a pagare un riscatto ad uso e consumo del capo del governo che vuole un provvedimento a sua utilità.

L’Antonio versione ministro delle Infrastrutture pagava riscatti quotidiani alla sinistra radicale pur di conservare il posto: “o la poltrona o la vita” era il ricatto a cui amava sottostare in Parlamento senza colpo ferire.

Di Pietro e il “vorrei parlare di… ma non mi conviene”

Dal blog di Antonio Di Pietro (post del 30.06.08):

Eccoci qui. Cominciamo un’altra settimana importante in sede parlamentare. Una settimana in cui si comincerà a discutere, anche alla Camera dei deputati, di leggi sulla sicurezza dentro cui c’è poi la legge che permette al premier di farla franca, e si comincerà la discussione anche su lui.
Mi direte: ma sempre di questo parlo? No, non voglio parlare sempre di questo, vorrei discutere in Parlamento di occupazione, di lavoro, di Welfare, di sanità, di riforme istituzionali, insomma di tutte quelle cose scritte nei programmi elettorali di tutti i partiti.

In realtà Antonio voleva dire: “Potrei anche parlare di cose più importanti per il Paese, ma se non parlo male di Berlusconi un giorno sì e l’altro pure alle prossime elezioni il mio partito prenderà meno voti del Partito Caccia e Pesca”.

partito caccia pesca

Di Pietro e i referendum a senso unico

In merito al cosidetto lodo Alfano, Antonio Di Pietro rilancia l’idea di un referendum:

Appena sarà promulgato la parola passerà ai cittadini, noi dell’Idv riproporremo un referendum perché vogliamo che i cittadini ci dicano se è giusto che chi governa non sia processato se è sospettato di aver corretto i testimoni in un’aula di giustizia.

Antonio quando raccoglierà le firme per indire un referendum con cui i cittadini possano decretare che non debbano essere rimossi in modo sistematico i magistrati che indagano sulla corruzione di esponenti di centrosinistra?
La Forleo e De Magistris hanno già sfoderato la penna.

Di Pietro e quelli che… pensiamo

Il 23.06.08 Antonio Di Pietro scrive nel suo blog:

Noi siamo tra quelli, minoritari o maggioritari, che pensiamo che la legge deve essere uguale per tutti e che se c’è un Presidente del Consiglio che è sotto processo dovrebbe essere giudicato prima, e non dopo.

Caro Antonio, noi siamo tra quelli… che pensano che anche la grammatica dovrebbe essere uguale per tutti, possibilmente corretta.

Di Pietro asino

Di Pietro, i magistrati e la volontà popolare

Giornalista:

Il centrodestra vi accusa di essere anti-Berlusconi e accusa i magistrati di voler ribaltare la volontà popolare. Sono stati eletti con un bel po di voti.

Antonio Di Pietro:

Questo governo è stato eletto per volontà popolare per risolvere i problemi dei cittadini. Invece, dal primo giorno sta cercando reiteratamente e con somma recidiva di risolvere i problemi di qualcuno di loro, a partire dal Presidente del Consiglio. Stanno tradendo chi li ha votati.

I magistrati amici di Antonio al contrario non hanno il problema di tradire la volontà popolare, nessuno infatti li potrà mai giudicare recandosi alle urne.

magistrati politicizzati